Patrizia Arquint,
Un repertorio di briglie cinquecentesco falsamente attribuito a Cesare Fiaschi,
Tesi di laurea diretta dalla prof. Rosanna Bettarini,
Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Firenze,
anno acc. 1998-99


Introduzione

     Nella Biblioteca Estense di Modena si conserva, con la segnatura a.H.8.1 (= Ital. 953), un codice tardo-cinquecentesco contenente illustrazioni di morsi ed altre attrezzature per cavalli, con brevi testi esplicativi. Il frontespizio presenta l'opera come autografa di Cesare Fiaschi, ferrarese, autore del Trattato dell'imbrigliare, maneggiare et ferrare cavalli pubblicato nel 1556 presso Anselmo Giaccarelli di Bologna.

     Con questo, il manoscritto verrebbe ad essere una preziosa reliquia di uno di quegli autori italiani che nella seconda metà del secolo XVI scrissero dei trattati di equitazione, risuscitando così un genere negletto più o meno dai tempi del Ðåñr jððéêyò di Senofonte.

     Gli ordini di cavalcare di Federigo Grisone furono pubblicati a Napoli nel 1550 e furono accolti con grande entusiasmo. Non molto minore successo ebbero gli immediati epigoni, dei quali il primo in ordine di tempo fu Cesare Fiaschi.

     Ma il fatto è che, come il lettore sa già dal titolo di questa tesi, il manoscritto Estense non è del Fiaschi. Non è neanche un originale, ma (almeno per la maggior parte del testo che contiene), solo uno dei testimoni di un'opera di cui, quindi, si presenta qui una ricostruzione critica.

     Il lettore sa già anche che il manoscritto Estense, persa la sua prestigiosa paternità, non ne ritrova un'altra e rimane uno pseudo Fiaschi. Non per questo perde d'interesse.