Braucci, Calaciura, Cappelli, de Silva, Franchini, Morganti, Pascale, Piccolo, Romano, Santangelo,
Disertori. Sud: racconti dalla frontiera,
Torino, Einaudi, 2000

di Patrizia Arquint

     Superato lo scoglio del titolo enigmatico e del sottotitolo ghettizzante, gli undici racconti di questa antologia sono decorosi, anche se nessuno è eccezionale.

     Il racconto di Antonio Pascale (Bei giorni domani) e quello di Diego de Silva (Meglio dell’amore) sono i più riusciti, quello di Evelina Santangelo (Felicia) il meno, quello di Davide Morganti (Screazione) è il più originale. Il racconto di Antonio Franchini (Su alcuni aspetti del mercato del libro nel Mezzogiorno d’Italia), benché interessante, è tutto sommato inferiore ad altre opere dello stesso autore.

     Infine, la quarta di copertina e, più diffusamente, un lungo saggio della curatrice Giovanna De Angelis, oltre a informarci che la preparazione di questa antologia "è durata anni" (come se fosse una garanzia di riuscita), ci spiegano che il volume s’intitola Disertori perché gli scrittori ivi inclusi "disertano, in sostanza, da ogni luogo comune sul Sud". Mah. Boh.