Emidio Clementi,
La notte del Pratello,
Roma, Fazi, 2001

di Patrizia Arquint

     Il giovane Mimì, io narrante di questo libro, giunge a Bologna, si domicilia in una casa occupata in via del Pratello e s'impiega alle dipendenze dello scalcinato Pietro Zaccardi, avarissimo e avidissimo sgomberatore di solai e cantine. La clientela di Zaccardi fornisce alla storia varî personaggi singolari, ma i più (e i meglio riusciti, ben studiati dal vero, si direbbe) sono gli abitanti di via del Pratello, piccolo mondo di irregolari sul quale, però, aleggia il crepuscolo, ovvero la ristrutturazione edilizia. Anche il destino della ditta Zaccardi è segnato: ammalatosi il titolare, Mimì e il collega Leo tentano di proseguire l’attività da soli, ma non va: si fanno intimidire dai clienti, ne subiscono le pretese economiche, fanno addirittura la raccolta differenziata dei rifiuti. Insomma, lo stile di Zaccardi morirà con lui. Libriccino onesto, che però s’indebolisce in più punti, soprattutto quando abbandona il picaresco per tentare il drammatico o il patetico.