Michael Crichton,
Timeline. Ai confini del tempo,
Milano, Garzanti, 2000

di Patrizia Arquint

     In un futuro non molto lontano, una potente multinazionale sta sperimentando in gran segreto la macchina per viaggiare nel passato. Un professore di storia si fa spedire nella Francia del 1357 e, per motivi ignoti, non ritorna. Tre suoi giovani collaboratori partono per recuperarlo, ma c'è qualcosa che non sanno. Inoltre, un'esplosione distrugge la macchina che dovrebbe riportarli indietro. Torneranno? Torneranno tutti? Bisogna per forza vedere come va a finire. Il romanzone (679 pagine) ha due linee narrative: quella nel passato e quella nel futuro. A dire il vero non tutti i colpi di scena sono strettamente indispensabili alla trama, ma nell'insieme l'orchestrazione è magistrale. I lettori più schizzinosi (quelli che diffidano dell'abilità diabolica con cui i romanzi di questo genere sono scritti) noteranno almeno che il medioevo di Crichton è rappresentato in modo competente, senza i soliti stereotipi.