Robert Harris,
Imperium,
Milano, Sperling & Kupfer, 2006

di Patrizia Arquint
 

     Imperium è 'il potere', titolo appropriato ad un romanzo il cui protagonista è Marco Tullio Cicerone "uomo politico", direbbe un'enciclopedia: e personaggio, per di più, in cui la qualità di uomo politico si presenta in sommo grado e pressoché allo stato puro.

     Il libro copre la prima parte della vita di Cicerone, fino al conseguimento del consolato. Per il seguito della storia sono previsti altri due volumi.

     Nonostante l'alquanto banaluccia epigrafe in copertina ("gli stati sorgono e tramontano. Il potere non cambia mai"), il romanzo è riuscito. Robert Harris si è servito con mestiere di Cicerone e degli altri formidabili personaggi fornitigli dalla storia (Crasso, Pompeo, Cesare, Catilina... Anche Terenzia, ovviamente), e ne è risultato un bel thriller politico-giudiziario, felicemente esente da patches sentimentali.

     Basti dire che la vicenda s'immagina narrata da Tirone (segretario di Cicerone ed inventore di un sistema di stenografia), il cui nome tuttora risuona in licei e istituti tecnici. Risultato assai godibile.