Luciano Ligabue,
La neve se ne frega,
Milano, Feltrinelli, 2004

di Patrizia Arquint

     In un imprecisato futuro, sulla Terra governata secondo il Piano Vidor tutto va bene. Niente guerre, niente carestie, niente inquinamento. Trentatré milioni di abitanti. A ciascun individuo viene assegnato un compagno o compagna, una funzione nella società e una casa con giardino; vengono garantiti benessere, intrattenimento e felicità. Ai due protagonisti DiFo e Natura toccherà – prevedibilmente – di scoprire che alla perfezione manca qualcosa.

     Con questo romanzo siamo insomma in presenza di un nuovo avatar del venerabile topos di utopia e anche (dato che sulla Terra governata secondo il piano Vidor si nasce vecchi e si ringiovanisce sempre più finché si ritorna al non-essere) dell’altrettanto venerabile topos del mondo alla rovescia.

     Tutto considerato non consiglieremmo a Ligabue di abbandonare la carriera di rockstar per dedicarsi completamente a quella di scrittore, però questo libro è simpatico e sincero e vale la lettura.