Laura Mancinelli,
I casi del capitano Flores.
Persecuzione infernale
,
Torino, Einaudi, 1999

di Patrizia Arquint

     Celebre semiologo italiano, in seguito a un'indigestione di bagna cauda, non tollera più l'odore dell'aglio. Quindi coopta come guardia del corpo, anzi del naso (buona questa), il capitano in pensione Florindo Flores. Nella quarta di copertina si avverte che l'intenzione dell'autrice non è di scrivere romanzi polizieschi, ma di fare delle parodie (forse qualcuno ha letto i due precedenti casi del capitano Flores, Il mistero della sedia a rotelle e Killer presunto, e ha protestato). Dunque si comincia con la bagna cauda e, poiché la maggior parte della trama si svolge a Venezia, si seguita con il bàccaro, e le moeche, e le sarde in saôr, e le ombre, e poi il sior paron e l'ocio e i fioi d'un can etc. Laura Mancinelli è una filologa germanica e ha pubblicato edizioni di roba tosta tipo i Nibelunghi o il Tristano di Gottfried von Strassburg. Ovvio che a scrivere storielle come questa si diverta moltissimo. Ma si ha il dubbio che il lettore non sempre la segua, in tanto divertimento.