Javier Marías,
Nera schiena del tempo,
Torino, Einaudi, 2000

di Patrizia Arquint

     Javier Marías (Madrid, 1951), già enfant prodige della letteratura spagnola (Los dominios del lobo, sua riuscita opera prima, è uscito nel 1971), ha insegnato per un paio d'anni all’università di Oxford e l'esperienza dev'essere stata molto significativa visto che gli ha ispirato un romanzo (Tutte le anime, 1989) nel quale il personaggio che dice "io" è un giovane studioso spagnolo che insegna per un paio d'anni all'università di Oxford, alcuni racconti e articoli, e ora, sotto epigrafe shakespeariana (La tempesta, I, 2: "the dark backward and abysm of time"), un libro in cui, prendendo le mosse da certi fatti occasionati dalla pubblicazione di Tutte le anime e col programma di narrare - a differenza che nel romanzo - solo cose realmente accadute (affermazione di antica fortuna letteraria, a partire almeno dalla Storia vera di Luciano di Samosata, dove si racconta come l'autore sia stato sulla luna), si fa un'ampia ed erratica improvvisazione sui concetti di memoria, di realtà, di verità etc.

     Veniamo dunque a sapere di come Tutte le anime sia stato interpretato come un roman à clef (ce l'aspettavamo); di come a Oxford si siano voluti diligentemente identificare tutti i personaggi reali celati dietro i personaggi del romanzo, compresa la donna sposata che, in Tutte le anime, ha una relazione con il personaggio che dice "io", e che invece - dice Javier Marías - era un personaggio del tutto inventato. I solerti esegeti, viceversa, hanno direttamente archiviato come personaggi di fantasia certi dimenticati scrittori inglesi sui quali, in Tutte le anime, il personaggio che dice "io" fa delle ricerche; e invece non c'era niente d'inventato, tanto che il dott. Marías, in Nera schiena del tempo, ci aggiorna su alcune ulteriori scoperte, allegando ampia e dettagliata documentazione di fotografie, cartine, ritagli di giornale, nonché paginate di autocitazioni da Tutte le anime.

     Dato il narcisismo dell'autore, che come ogni enfant prodige è anche un po' gâté, ci si domanda - con un po' di apprensione - se, dopo il romanzo su Oxford e il libro sui fatti occasionati dalla pubblicazione del romanzo su Oxford, avremo anche un libro sui fatti occasionati dalla pubblicazione del libro sui fatti occasionati dalla pubblicazione del romanzo su Oxford, tanto più che né il romanzo su Oxford né il libro sui fatti occasionati dalla pubblicazione del romanzo su Oxford sono tra i migliori lavori di Javier Marías, e che Nera schiena del tempo, in particolare, dà spesso l'impressione di prendersi sul serio più di quanto si sia disposti a prenderlo sul serio noi. Si vedano però il ritratto non propriamente togato del sommo studioso e critico di letteratura Francisco Rico; l'indignata reazione delle studentesse nello scoprire che il dott. Marías, a differenza del personaggio che dice "io" in Tutte le anime, non è sposato e non ha figli; la ricostruzione ideale di un colloquio fra il generalissimo Franco ("i calzini bianchi che lasciano vedere troppo le sue caviglie smorte") e l'avventuriero Hugh Olof de Wet. Niente di nuovo, ovviamente: è noto che le persone molto intelligenti sono capacissime di fare gli scemi, che le studentesse si sentono investite di un qualche potere di sorveglianza sullo stato civile e sull'attività riproduttiva dei professori, e anche sui calzini dei dittatori già avevamo dei pregiudizî; però sono pagine che vale la pena di leggere.