R. K. Narayan,
Un elefante per Malgudi,
Firenze, Giunti, 1999

di Patrizia Arquint

     Nella tranquilla cittadina indiana di Malgudi, il tipografo Nataraj trascorre pacificamente le sue giornate tra la famigliola, gli amici e il lavoro, quand'ecco che nella sua vita irrompe l'imbalsamatore Vasu, un uomo fortissimo e cattivo come un rakshasa, come un demone, il quale non solo si mette ad angariare Nataraj e tutti quelli che gli capitano a tiro, ma è anche un assassino di animali innocenti (nonché protetti dalla legge) e, come presto si scopre, ha dei progetti sul mite elefante Kumar: "le zanne devono pesare poco meno di venti chili e fanno già ottocento rupie. Ho già ricevuto una richiesta per le zampe, montate come portaombrelli". Nataraj è deciso ad impedire il crimine, ma cosa possono sensibilità e rettitudine contro la più pura empietà?

     Narayan (nato a Madras nel 1907) è un egregio narratore. Senza scene di violenza o altri effettacci, fa sentire l'opprimente presenza del Male e all'umorismo che percorre tutta la storia intreccia una suspense che non cede mai.