Patrick O’Brian,
Fuoco sotto il mare,
Milano, Longanesi, 2006

di Patrizia Arquint 

   Sedicesimo volume della saga marittima di O’Brian. Siamo nel 1813 e ufficialmente la fregata britannica Surprise - capitano Jack Aubrey - è diretta nei mari dell’America latina a caccia di navi nemiche, ma il vero fine della missione è che il dottor Maturin, medico di bordo e naturalista ma anche agente segreto, si recherà in Perù a fomentare la rivolta degli indipendentisti contro la Spagna. Seguono avventure a non finire, tra successi esaltanti e catastrofi quasi fatali (corsari, pirati, tempeste, fulmini, iceberg, un’eruzione vulcanica...) tanto più che per parte della trama le strade di Aubrey e Maturin si dividono (e all’uno toccherà un terribile viaggio in mare, all’altro un terribile viaggio sulle Ande). Al solito, comprimarî non banali: l’idealista francese Dutourd, l’inca Eduardo, il cospiratore Gayongos... Si segnala che fa parte del cast anche il sacerdote cattolico Sam Panda “che assomiglia tanto al comandante, ma è più scuro”. In una trama tanto ricca di eventi e di personaggi, spicca più che mai la fascinosa bravura di O’Brian per le psicologie, le sfumature, le mezze tinte.