Roberto Pazzi,
Conclave,
Milano, Frassinelli, 2001

di Patrizia Arquint

     È un conclave difficile: si tratta di eleggere il successore di un papa di spicco (quello attualmente sedente, per intendersi) e le fumate nere si moltiplicano, nella crescente claustrofobia degli anziani e individualisti cardinali. E poi succedono cose strane: un'invasione di topi, che il solerte ingegnere capo centrasta con una massiccia importazione di gatti; poi, un'invasione di scorpioni, e dal momento che i nemici naturali degli scorpioni sono le galline… Le sofferenze psicofisiche dei cardinali sono lenite grazie all'inaudita installazione di una sauna; ma nondimeno l'accordo non si trova, lo Spirito Santo tace e, in compenso, il Maligno sembra assiduamente presente sul posto.

     Sarà che il soggetto – un conclave – è thrilling di per sé; sarà che i peculiari ritmi dell’istituzione in oggetto – la Chiesa – sono confacenti ai tempi narrativi di Pazzi (che viceversa altre volte ci è risultato un po' lento), fatto sta che il risultato è francamente gradevole.