Roberto Pazzi,
L'erede,
Milano, Frassinelli, 2002

di Patrizia Arquint

     Dopo Conclave (Frassinelli, 2001) Roberto Pazzi torna di nuovo sul tema della successione papale. Stavolta si tratta degli ultimi giorni di vita di un papa non italiano che, molto vecchio e malato dopo un pontificato eccezionalmente lungo e attivo, scrive i suoi ricordi e le sue riflessioni in un quadernetto destinato al suo ignoto successore.

     A questo punto il lettore si dispone a esercitare il suo acume per indovinare di quale o quali personaggi reali lo scrittore si sia servito per comporre ciascun personaggio del libro, che elementi vi abbia introdotto per depistare etc.; però il libro non si presta a questo gioco. Tutti i santini, infatti, sono debitamente esposti col loro nome (padre Pio, madre Teresa di Calcutta) o quasi (la principessa di Galles, l’arcivescovo di Milano). Il libro è migliore nei punti in cui Pazzi lascia perdere i fatti di cronaca e i commenti sui medesimi e s'inventa personalmente che cosa raccontare.