Rocco Siffredi,
Io, Rocco,
Milano, Mondadori, 2006

di Patrizia Arquint

     Innanzi tutto bisogna spiegare chi è questo Rocco Siffredi, perché chi legge questa nota, come chi la scrive, di certo non sa a mente i nomi dei pornodivi. Anzi, in vita sua non ha mai visto un film porno. Anzi, nemmeno s'immagina che certe cose esistano.

     Ciò premesso, tutto più o meno come in altre biografie: famiglia povera, brava gente etc. Ad un certo punto un vago rischio di farsi prete, anche questo come in altre biografie (ma nel caso in oggetto il lettore ne ricava un maggiore senso di scampato pericolo). A tempo debito, moglie e bambini.

     A differenza di altre biografie, invece, finalmente uno che ci racconta che da piccolo si entusiasmava per i fotoromanzi Supersex.

     Ma soprattutto vorremmo attirare l'attenzione del lettore sul fatto che ad un certo punto la stellare carriera del mitico Rocco ha rischiato di non decollare, e perché? "Naturalmente, se si è superdotati si parte già con qualche punto in più. […] Ma questo non è tutto. Conoscere qualche lingua, meglio se l'inglese, anche questo aiuta". Certe cose è bene che i giovani le sappiano.