Besito de Coco [Roberta Begnoni],
Corazón. Il cuore della musica cubana,
Roma, Minimum Fax, 2000
 
Vincenzo Perna,
Timba. Il suono della musica cubana,
Roma, Arcana, 2003

di Domenico Balducci

 
     Besito de Coco è un'appassionata di musica caraibica, dj e conduttrice di trasmissioni radiofoniche. In questo libretto ha travasato le conoscenze accumulate in oltre un decennio di passioni, di concerti, di viaggi a Cuba, di incontri con musicisti e cantanti.
 
     La musica popolare cubana nasce dall'incontro tra cultura europea e cultura africana in un'isola in cui nell'800 la percentuale degli schiavi negri raggiungeva il 60%. È un incontro che ha prodotto la santeria, ossia il permanere di riti religiosi africani sovrapposti a quelli cristiani, ma ha prodotto anche la rumba, musica percussiva a cui si accompagna un ballo sensuale in cui si rappresenta il corteggiamento e in cui l'uomo mima la penetrazione col gesto del vacunao.
 
     Besito ci accompagna in un viaggio caraibico che parte dalla rumba per arrivare alle musuche e ai balli più recenti e in voga: salsa, merengue, bachata, passando attraverso il son, il mambo, il cha-cha-cha, il latin jazz. Compagni di viaggio sono gli interpreti di queste musiche, di cui Besito ci narra vite e aneddoti: figure del passato avvolte da un alone di leggenda come Benny Moré e Chano Pozo e grandi interpreti contemporanei come Celia Cruz, Juan Luis Guerra, Oscar D'Leon, Juan Formell y Los Van Van.
 
     È un libro denso di informazioni, rivolto ai salseri più consapevoli, quelli che della musica su cui ballano vogliono conoscere anche la storia e la geografia. Si legge d'un fiato come un romanzo, ma allo stesso tempo è un testo di consultazione grazie alla presenza di un indice dei nomi e di una ricchissima discografia, videografia e bibliografia.
 
     Vincenzo Perna è uno studioso di musiche popolari e in questo saggio si occupa di un argomento molto circoscritto: la musica cubana del período especial, iniziato nel 1990 e tuttora in corso, segnato da misure economiche adottate nel tentativo di superare la profonda crisi in cui è piombata Cuba all'indomani della caduta del muro di Berlino. Vengono introdotte aperture verso l'economia di mercato, incentivando l'iniziativa autonoma e spingendo il fulcro dell'economia dalla canna da zucchero al turismo.
 
     Nasce così una doppia economia: quella in pesos e quella in dollari, legata al turismo e a tutte le attività più o meno legali che vi ruotano intorno. È un periodo di disordini sociali, di disaffezione, di protesta giovanile. Si diffonde il fenomeno del jineterismo, una sorta di prostituzione informale fai da te, praticata da giovani di ambo i sessi, che flirtano con i turisti, per lo più temba di mezz'età, con l'implicito accordo di una qualche forma di ricompensa.
 
     La musica che fa da colonna sonora al período especial è la salsa cubana, detta timba, suonata da gruppi come NG La Banda di José Luís Cortés e la Charanga Habanera di David Calzado. La timba fonda son e rumba, con influenze provenienti dalla musica nera nordamericana. I testi sono spesso polemici e provocatori e trattano della vita quotidiana dei cubani di pelle scura. È una musica lontana dai suoni levigati dei simpatici vecchietti di Buena Vista Social Club: un'operazione commerciale di grande successo, che però non ha niente a che vedere con le musiche veramente ascoltate e ballate dai giovani cubani.
 
     Anche il libro di Perna è corredato di discografia, videografia, linkografia e bibliografia. Un indice dei nomi non avrebbe sfigurato, visto il tono scientifico dello scritto.