Gianfranco Bettin,
Nebulosa del boomerang,
Milano, Feltrinelli, 2004

di Domenico Balducci


     Un improbabile funzionario al servizio di un altrettanto improbabile vicario del governo: Walter Zoef. Una giovane donna dell'est che ha sperato di cambiare vita facendo la prostituta: Maria. Una tassista, che ha imparato, a sue spese, che è buona norma tenere una pistola nel ripiano sotto il volante: Giorgia.

     Gianfranco Bettin ce la mette tutta per descrivere il male che avviluppa il suo mondo. Il vicario è cinico, come è cinica la ragion di stato che guida le sue attività. I protettori sono efferati assassini. L'amore tra Walter e Giorgia nasce e muore in poche decine di pagine, inghiottito dall'afasia dei sentimenti.

     Il 9 gennaio è una notte freddissima. Walter, nella sua casa sperduta in una landa desolata, si aggira in preda a furore autodistruttivo. Maria ha perso le illusioni ed è in fuga dai suoi protettori. Giorgia aspetta clienti all'aeroporto rimuginando sul fallimento del suo amore.

     Cercano di sfuggire ad un destino che si prende gioco di loro: li vediamo sbattere addosso insieme e correre via sul taxi di Giorgia. Ma la corsa è troppo breve.