Daniel Chavarría,
Príapos,
Milano, Marco Tropea, 2004

di Domenico Balducci


     Il Beni, Mayito, il Mon, il Buitre e il Nitro. Si conoscono dalla scuola elementare. Il maestro li aveva battezzati "I quattro cavalieri dell'Apocalisse", prima che arrivasse il Beni, e Cavalieri erano rimasti anche dopo il suo arrivo. Chavarría racconta le loro vite sullo sfondo della Cuba degli ultimi decenni del secolo scorso. È la Cuba dei mille sotterfugi del período especial ma anche la Cuba dei babalao, degli abacuá e dell'orisha Oddúa.

     Le loro vite seguono percorsi diversi. Il Beni, dopo una vita passata ad ingegnarsi per sopravvivere, aprirà, con l'aiuto degli amici, una paladar, la Picanteria Príapos, Self service per uomini duri. Mayito farà il medico, il Mon lo scienziato, il Buitre e il Nitro passeranno una congrua parte della loro vita dietro le sbarre. Saranno le passioni violente che suscita "la Máiquel" a dare un'inattesa svolta pulp alle esistenze dei Cavalieri. Il giustiziere finale sarà una dose massiccia di Obeliscus, il Viagra cubano che Mayito e il Mon stanno creando, estraendolo da un frutto, ignoto ai più, che provoca imponenti e troppo durature erezioni.