David Harel,
Computer a responsabilità limitata.
Dove le macchine non riescono ad arrivare
,
Torino, Einaudi, 2002

di Domenico Balducci

     Ormai i computer sono entrati nella vita di tutti noi. Nessuno studente, nessuna azienda e quasi nessun elettrodomestico potrebbe farne a meno.

     Potremmo pensare che le capacità dei computer siano limitate solo dalla tecnologia attuale e che in futuro, sempre più piccoli e più potenti, potranno risolvere qualunque tipo di problema e riuscire, alla fine, a pensare come noi, comportandosi come esseri intelligenti.

     David Harel in questo libro si occupa proprio di questi due aspetti: la possibilità dei computer di essere intelligenti e quella di risolvere qualunque problema, dedicando al secondo la quasi totalità del libro.

     Per il momento i computer sono lungi dal pensare come un uomo. In realtà nemmeno noi sappiamo bene cosa distingua un essere che pensa da uno che non pensa (l'originalità, la coscienza, i sentimenti, la conoscenza, l'apprendimento, la deduzione?).

     Un buon sistema per verificare se un computer possa essere intelligente è vedere se per lo meno lo sembra: gli fai delle domande, qualunque tipo di domanda, tramite una tastiera, e leggi le risposte sul video. Se ti rimane il dubbio che dall'altra parte del filo ci sia un uomo in carne ed ossa e non un computer, vuol dire che il computer, se non è intelligente, per lo meno lo sembra.

     Finora questa prova, ideata da Alan Touring e chiamata test di Touring in suo onore, è miseramente fallita, salvo se ci si confina in particolari aree di competenza. Anni fa un programma è riuscito ad imitare in modo credibile il comportamento di uno psicanalista durante una seduta, ma questo, più che dimostrare qualcosa sul computer, forse dimostra qualcos'altro sugli psicanalisti.

     I computer attuali quindi non pensano. Non sono capaci di capire un problema, di analizzarlo e di trovare un metodo per risolverlo. Tutto questo ora lo fanno (e ancora per molto tempo lo faranno) gli uomini che, trovato il metodo, istruiscono il computer, tramite un opportuno programma, e sfruttano la sua bruta capacità di calcolo per trovare la soluzione in tempi più brevi di quanto sarebbero in grado di fare da soli con carta e penna.

     A volte però è impossibile trovare un algoritmo per risolvere un problema. Non perché non l'abbiamo ancora scoperto, ma perche si è riusciti a dimostrare che è il problema stesso ad essere indecidibile.

     A volte alcuni problemi possono essere risolti in linea di principio ma possono essere intrattabili. Si è cioè dimostrato che, al crescere della complessità del problema, il tempo necessario alla sua soluzione tende all'infinito, anche avendo a disposizione computer con potenze tendenti all'infinito.

     Altre volte, infine, ci sono dei problemi per i quali non si è ancora riusciti a dimostrare se siano intrattabili oppure se esistano algoritmi in grado di risolverli in tempi ragionevoli, rendendoli quindi trattabili.

     Di questo e di altro ancora si parla in questo libro, cercando di avvicinare i profani ad argomenti così ostici e, parzialmente, riuscendoci.

     A consolare chi sia rimasto sconvolto dal fatto che ci sono problemi di cui non sapremo mai la soluzione, il Nostro ci informa che l'uomo è già riuscito a trasformare questo limite in un vantaggio. La crittografia, utilizzata per garantire la riservatezza delle comunicazioni in Internet, sfrutta proprio il fatto che certe operazioni (per esempio la fattorizzazione di numeri primi molto grandi) siano (o per lo meno si congettura che siano) intrattabili.