Marcello Pera, Joseph Ratzinger,
Senza radici.
Europa, relativismo, cristianesimo, Islam
,
Milano, Mondadori, 2004

di Domenico Balducci

     Questo libretto nasce a seguito di due conferenze: una, sul relativismo, tenuta da Marcello Pera alla Pontificia Università Lateranense, e l’altra, sui fondamenti spirituali dell’Europa, tenuta dall’allora cardinale Ratzinger presso la Sala del Capitolo del Senato.

     I due eventi erano del tutto indipendenti, ma gli autori verificarono la convergenza delle loro posizioni pur da prospettive diverse, l’una laica e l’altra religiosa, e decisero di pubblicare i testi delle conferenze accompagnati da due lettere in cui ciascuno si confrontava con le ragioni dell’altro

     L’oggetto delle comuni preoccupazioni, dunque, è la situazione spirituale, culturale e politica dell’Occidente e in particolare dell’Europa.

     Pera incentra il suo intervento sulla critica al relativismo, ossia quella forma mentis attualmente diffusa in Occidente per cui non è possibile né lecito fare confronti di valore tra civiltà diverse, dire che una è migliore o preferibile rispotto a un'altra, e quindi non si riconosce più nessun valore universale, nessun carattere di patrimonio di tutta l’umanità, a certi prodotti della civiltà occidentale quali la scienza moderna, la separazione tra stato e religione, lo stato di diritto, la democrazia, le dichiarazioni, per l’appunto universali, dei diritti.

     Le conseguenze di questo modo di pensare non sono irrilevanti. L'Europa, incerta e priva di identità, non è stata capace di darsi una vera costituzione ma solo un trattato costituzionale, si è mostrata divisa e senza strategia quando ha dovuto confrontarsi con le conseguenze dell'11 settembre e con la guerra in Iraq, e incline alla resa mentre in gran parte del mondo islamico e arabo gruppi consistenti di fondamentalisti, radicali ed estremisti hanno dichiarato una guerra santa all’Occidente.

     L’intervento di Ratzinger ripercorre la storia spirituale dell’Europa isolandone tre fondamentali punti di svolta.

     Il primo è la dissoluzione del mondo antico-romano ed ellenistico ad opera di due grandi compagini statali cristiane: il Sacro Romano Impero e l’Impero Bizantino. Il secondo è la caduta dell’Impero Bizantino, a oriente, e, a occidente, il distacco da Roma di gran parte del mondo germanico e la scoperta dell’America. Il terzo, infine, è la Rivoluzione Francese: nasce lo Stato secolare, che considera la fede un fatto meramente privato, irrilevante nella vita pubblica.

     Negli secoli successivi il pensiero secolare europeo si sarebbe esteso all’America e quindi all'Asia e all'Africa. Attualmente però si assiste a un fenomeno paradossale. Nel momento di massimo successo del modello di vita occidentale, nei paesi strettamente non europei dell’Asia e dell'Africa si è tornati a cercare una base spirituale per la vita dei popoli nelle tradizioni religiose, nell'Islam o nella mistica buddista. L'Europa, al contrario, priva di una coscienza morale basata su valori inviolabili, appare svuotata dall’interno.

     Per garantire un futuro all'identità europa, Ratzinger indica alcuni elementi morali che dovrebbero esserne i fondamenti: la prevalenza incondizionata dei valori della dignità umana e dei diritti umani rispetto a qualunque forma di giurisdizione statale, il matrimonio come relazione monogamica tra uomo e donna e cellula fondamentale della comunità, il rispetto del sacro, di tutto ciò che per l’altro è sacro.

     Se vuole davvero sopravvivere, l'Occidente deve aprirsi alle altre culture senza rinnegare la propria, deve tornare ad amare se stesso e accettare il meglio della propria eredità.