Arturo Pérez-Reverte,
Una questione d'onore,
Milano, Marco Tropea Editore, 2004

di Domenico Balducci

     "Era la Cenerentola più carina che avessi visto. Aveva sedici anni, un libro di pirati sotto il cuscino e, come nelle favole, una sorellastra cattiva che aveva venduto la sua verginità al portoghese Almeida…".

     Comincia così questo romanzo breve di Arturo Pérez-Reverte, nato come sceneggiatura del film Cachito, diretto da Enrique Urbizu.

     Quello destinato ad essere il suo principe azzurro, quello a cui María si attacca per sfuggire a don Máximo Larreta, a cui il portoghese Almeida ha rivenduto la sua verginità, è Manolo Jarales Campo, 27 anni, di cui uno e mezzo passato dietro alle sbarre, due tatuaggi, e un Volvo 800 Magnum da quaranta tonnellate sotto il sedere.

     Luogo dell'incontro è il puticlub sulla statale 435, dove Manolo si ferma ogni tanto in cerca di sollievo. Tornato al banco dopo essersela spassata con la cattiva sorellastra, incrocia gli enormi occhi scuri di María che lo fissano da una porta socchiusa. "Ciao", "Come ti chiami", "Che fai". Va a finire che l'ingenuo Manolo e la tenera María si ritrovano in fuga verso il mare, rincorsi dal portoghese Almeida, che non può tollerare di mancare alla parola data a don Máximo Larreta. È una questione d'onore.