Linus Torvalds e David Diamond,
Rivoluzionario per caso.
Come ho creato Linux (solo per divertirmi)
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Milano, Garzanti, 2001

di Domenico Balducci

     Bruttino, occhiali, nasone, dentoni, capelli scarmigliati, vestiti orribili, secchione a scuola e timido con il prossimo: un nerd, uno sfigato.

     La sua passione è il computer. Lo ha conosciuto la prima volta a undici anni nel 1981. Era il VIC-20 del nonno, professore di statistica all'università di Helsinki. Quando il nonno muore, Linus eredita il computer.

     Comincia così l'avventura informatica di Linus Torvalds, finlandese di lingua svedese, noto per essere il creatore di Linux, il sistema operativo open-source che è diventato l'unica alternativa ai sistemi operativi della strapotente Microsoft di Bill Gates.

     In Finlandia il clima non è dei più miti, gli inverni sono lunghi, i divertimenti sono pochi. I genitori, contestatori invecchiati, sono troppo occupati a organizzare la loro separazione per interessarsi della sorte dei figli. Così Linus passa il tempo libero in camera sua a trafficare col computer. Ogni tanto la madre gli fa arrivare un po' di cibo dalla cucina.

     Verso i diciassette anni, nel 1987, Linus investe i suoi risparmi in un nuovo computer: un Sinclair QL. Con questo si balocca fino al 1990. È ormai all'università e ha già fatto il militare in Lapponia.

     A questo punto la sua vita ha un'accelerazione improvvisa. A gennaio del 1991 sostitusce il Sinclair QL con un PC 386. Il 17 settembre 1991 la versione 0.01 di Linux è disponibile sul sito dell’università, nel 1992 Linus è invitato a tenere il primo discorso in pubblico ad Amsterdam, nel 1993 Linux è dotato di interfaccia grafica e di supporto di rete, nel 1994 esce la versione 1.0: Linux non è più un prototipo, ma un sistema utilizzato da migliaia di persone. Nascono le prime aziende interessate a rivendere il sistema operativo fornendo documentazione e supporto.

     Cosa è successo?

     È successo che Linus ha cominciato a scrivere un programma di emulazione terminale per collegarsi al computer dell'università, poi per salvare i dati su disco ha dovuto realizzare un file system. A poco a poco si è reso conto che stava nascendo un sistema operativo. Ha diffuso l'andamento del suo progetto sui newsgroup di Internet. All'inizio gli appassionati che lo seguivano erano poche decine, poi centinaia, poi migliaia. Il progetto si è arricchito dei contributi di tutti. Linus, che ha realizzato in prima persona le funzioni fondamentali del sistema (il kernel), diventa poi il semplice arbitro di un grande progetto collettivo, realizzato tramite la rete. È lui che adotta le soluzioni che si sono rivelate migliori e le incorpora nel sistema operativo. È lui che, considerati sufficienti i collaudi, rende disponibili in rete le successive release di Linux.

     La sua fama varca l'oceano. Nel 1996 si sposa (l'ex nerd, diventato famoso, è stato imbroccato da una maestrina d’asilo, ex campionessa di karate, che non ha trovato nessuna difficoltà a fargli apprezzare gli altri lati interessanti dell'esistenza), si laurea, e l'anno successivo si trasferisce negli States dove è stato assunto dalla Transmeta, un'azienda della Silicon Valley dedita in segreto, come le Ducklair Enterprises, allo sviluppo di un misterioso chip.

     Nel 1999 RedHat e VA Linux, aziende dedite alla distribuzione di versioni commerciali di Linux, vengono quotate in borsa. Linus possiede un po' di azioni e di stock options. Le quotazioni sono un successo. Linus intasca diversi milioni di dollari. Segue megavilla californiana, BMW Z3 e la sfacciataggine di comunicare al prossimo la propria ingenua teoria sul senso della vita, con la certezza che il prossimo avrà indulgenza di questo geek bonaccione e fortunato.